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Il bambino di oggi e la prevenzione educativa

7 febbraio 2015 - 8 febbraio 2015

Relatore: Prof. BERNARD AUCOUTURIER
Bassano del Grappa (VI), 7 e 8 febbraio 2015

Ogni società crea la propria cultura che regola e governa il comportamento sociale!
I potenziali effetti della società e della relativa cultura hanno ricaduta sull’evoluzione della personalità del bambino, considerato che i metodi educativi dei genitori e dei differenti contesti istituzionali risentono e vengono influenzati di continuo dall’ambiente sociale.
Oggi, più che mai, è ri-chiamata «l’attenzione ai processi co-costruttivi e co-educativi, nella loro dinamica tra individuale e sociale» (W. Fornasa / R. Medeghini) riguardo la crescita, lo sviluppo e la maturazione psicologica di ogni bambino.
«…, se pur il mondo degli adulti appare molto più pre-occupato del mondo dell’infanzia, tuttavia sembra che se ne occupi ancora e spesso in termini di organizzazione del suo divenire piuttosto che del suo essere.» (G. Rispoli, 1990)
Spesso il bambino è esposto a modelli pedagogici, a strategie ed a stili educativi conflittuali, «nonché è a contatto con adulti in maniera occasionale o, comunque, con adulti che hanno rispetto a lui, distanze sociali e affettive le più diverse, hanno rapporti brevi e attenzioni necessariamente di tipo convenzionale.» (I. Spano)
Un fattore che balza prontamente agli occhi risulta essere la con-figurazione della famiglia come microsistema talvolta chiuso. Ancora, Ivano Spano scrive in merito a ciò: «Il mesosistema domestico di vita di questi bambini risulta di fatto un aggregato non ordinato in cui intervengono diadi e microsistemi dove le transizioni sono ardue e dove, proprio per questa discontinuità, non è possibile o è difficile prefigurare un ambiente adeguato alle esigenze di sviluppo del bambino. Andando oltre è possibile, altresì, ipotizzare anche una relativa chiusura dei microsistemi al punto che, spesso famiglia e scuola, ad esempio, non si trovano alleati e allineati nella costruzione di mesosistemi, concorrendo ad aumentare i microsistemi stessi (diversi ambienti chiusi) e rendendo più disagevole una loro organizzazione complessiva.»
È pensabile, quindi, ad una «perdita di una pluralità relazionale (…), in cui il bambino è sempre affannosamente seguito, ma il ritmo delle relazioni è alterato e poi spezzato.» (M. Zappella, 1986)
La spinta e l’impegno al raggiungimento della società del benessere ha prodotto nuove forme di organizzazioni temporali e spaziali del modello di famiglia assieme a conseguenti necessità di aiuto nell’accudimento dei figli da parte di altre persone ed allo stesso tempo l’insorgere del bisogno dei genitori di compensare la carenza di tempo nella cura dei figli con atteggiamenti di iperprotezionismo, eccesso di regali, soddisfazione “consumistica” della domanda di “avere” tutto e subito e carenza di regole.
Come si modifica il bambino “attuale” in rapporto alle veloci modifiche sociali, “alle variegate miscele di usi e costumi appartenenti a società diverse” e alla “forzata” spinta all’uso delle nuove tecnologie?
L’infanzia (specie dai 6 anni in avanti) è stata “inglobata” e conquistata dalla realtà virtuale? Quali spazi “restano” all’esperienza creativa, all’immaginazione, alla fantasia narrativa, all’emozione del corpo che si muove e si trasforma in una dialettica col mondo circostante?
«Con i videogiochi l’individuo è in una lotta infinita di competitività con gli amici o con se stesso per un punteggio sempre migliore, permanendo in una ricerca delle abilità, ma deprivato dalle potenzialità creative in queste attività.» (R. C. Russo)
«Il dilagare post-umano delle nuove tecnologie e l’enfasi libertaria che sovente l’accompagna rischia di rendere i computer strumenti che amplificano le possibilità della conoscenza nella tentazione di fare a meno della parola, del passaggio obbligato attraverso la lingua e la sublimazione. Il rischio è quello di rendere lo schermo del proprio pc o il Pad uno specchio vuoto che, anziché aprire mondi, li richiude in un’autoreferenzialità mortifera. (…), la parola smarrisce ogni peso simbolico e viene sopraffatta da una cultura delle immagini, che tende a favorire un’acquisizione passiva e senza sforzo. (…) La tendenza al ritiro dai legami sociali rafforza un rapporto simbiotico con l’oggetto tecnologico e con la connessione perpetua alla rete.» (M. Recalcati)
Con “l’occhio e lo sguardo” sostenuti dai principi filosofici, psicologici, pedagogici della “PPA”, questo Seminario si pone come luogotempo di indagine riflessiva e di interrogazione, per tutti i professionisti dell’educazione, riguardo il processo evolutivo del Bambino di Oggi alle prese con il fascino inconfutabile della pluralità dei nuovi e incalzanti stimoli, i quali, se da un lato, trovano «un terreno favorevole nella disponibilità organizzativa e funzionale del sistema nervoso del bambino che possiede grande desiderio di novità, rapida evoluzione degli interessi, notevole sviluppo delle competenze» (R. C. Russo), dall’altro lato, portano alla luce effetti di rischio di uno scompenso evolutivo.
«Oggi il pericolo non è più concepire l’educazione come il calco autoritario della tradizione, ma quello di assimilarla all’esaltazione del principio di prestazione che trasforma la vita in una gara perpetua.» (M. Recalcati)
Sonia M. Compostella
Bibliografia
  • B. Aucouturier, Il Metodo, Milano, Franco Angeli, 2005.
  • W. Fornasa, R. Medeghini, Abilità differenti, Milano, Franco Angeli, 2003.
  • A. Zatti, Il sentimento motorio, Milano, Franco Angeli, 2013.
  • I. Spano, Infanzia oggi – Alla ricerca di un mondo perduto, Padova, Sapere, 2000.
  • M. Recalcati, L’ora di lezione, Torino, Einaudi, 2015.
  • R. C. Russo, intervento al Convegno C.A.I.P., <http://www.csppni.it/Pdf/BisogniEvoBambino.pdf>, 2007.
Temi del seminario
  1. Il Bambino di Oggi e l’evoluzione della società;
  2. l’invasione dei video-giochi e l’oblio del corpo:
    • l’insicurezza affettiva, la dipendenza ed il rifugio del bambino nei videogiochi e nel virtuale;
    • l’oblio del corpo, dell’emozione, dei fantasmi, cioè di tutto ciò che costituisce lo sviluppo armonioso del bambino;
  3. perché parlare dell’insicurezza affettiva del bambino?
  4. I limiti dell’ambiente e dei genitori nel partecipare al processo di rassicurazione del bambino;
  5. che cosa è la prevenzione educativa?
  6. La pedagogia: formazione del pensiero critico.
Partecipanti

Il Seminario si rivolge a puericultrici, educatrici di asilo nido, insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, educatori professionali, psicologi e quanti operano in contesti educativi con bambini da 0 a 6/7 anni di età.

Tempi del seminario
Il Seminario si terrà presso la Sala Congressi dell’Hotel Palladio in via Gramsci 2 a Bassano del Grappa (VI) nei giorni 7 e 8 febbraio 2015 con i seguenti orari:
  • Sabato 7 febbraio 2015 ore 09.00-13.00 e ore 14.30-18.30;
  • domenica 8 febbraio 2015 ore 08.30-12.30.
Modalità di iscrizione
Per iscriversi al seminario è possibile inviare un sms al numero 320/6332169 oppure inviare un’email all’indirizzo arfapbassano@gmail.com con i propri dati.
Termine per effettuare l’iscrizione sabato 31 gennaio 2015 (e comunque fino ad esaurimento posti disponibili).
Quota di partecipazione
  • non soci (con rilascio di fattura): € 120,00;
  • soci ARFAP già in regola con la quota associativa 2015: € 100,00.
Avviso per pagamento
Deve essere effettuato in contanti, se possibile esatti, in loco prima dell’inizio del seminario. Alle persone fisiche non in possesso di P.I. e salvo indicazioni contrarie ovvero esplicita richiesta di fattura, provvederemo a inviare nei giorni successivi la ricevuta del pagamento così suddivisa: € 20,00 per quota associativa anno 2015 e € 100,00 per quota iscrizione seminario.
N.B.: Per l’invio delle ricevute o fatture si chiede cortesemente di lasciare un indirizzo e-mail, se posseduto.
Attestato di partecipazione

Alla fine del seminario verrà consegnato un Attestato di partecipazione, indicante i giorni e le ore di effettiva presenza.

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Luogo

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Via Vaccari, 3
Bassano del Grappa, Vicenza 36061 Italia
Telefono:
320 633 21 69
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Organizzatore

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