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«IL BAMBINO DI OGGI E LA PREVENZIONE EDUCATIVA»

7 novembre 2009 - 8 novembre 2009

Relatore: Prof. BERNARD AUCOUTURIER
Porcia (PN), 7 e 8 novembre 2015

Ogni società crea la propria cultura che regola e governa il comportamento sociale!
Il comportamento globale del bambino è il risultato progressivo di un lungo evolvere che, partendo da una base biologica, interagisce con le strutture e le condizioni socio-culturali dell’ambiente in cui egli vive. La comprensione di determinati atteggiamenti del bambino che apparirebbero altrimenti avulsi dalla realtà e inaccettabili come “strani” fenomeni, risulta accessibile solo tenendo in considerazione la molteplicità di fattori che intervengono nel campo della sua educazione-formazione, quali: le modalità relazionali tipiche della sua età, le caratteristiche costitutive di base, l’interazione continua con i caratteri dell’ambiente, i principi educativi, i fattori sociali e culturali ed altri fattori che influiscono ed interagiscono nella sua storia evolutiva.
Oggi, più che mai, è ri-chiamata «l’attenzione ai processi co-costruttivi e co-educativi, nella loro dinamica tra individuale e sociale» (W. Fornasa / R. Medeghini) riguardo la crescita, lo sviluppo e la maturazione psicologica di ogni bambino.
«…, se pur il mondo degli adulti appare molto più pre-occupato del mondo dell’infanzia, tuttavia sembra che se ne occupi ancora e spesso in termini di organizzazione del suo divenire piuttosto che del suo essere.» (G. Rispoli, 1990)
Spesso il bambino è esposto a modelli pedagogici, a strategie ed a stili educativi conflittuali, «nonché è a contatto con adulti in maniera occasionale o, comunque, con adulti che hanno rispetto a lui, distanze sociali e affettive le più diverse, hanno rapporti brevi e attenzioni necessariamente di tipo convenzionale.» (I. Spano)
Certamente, il raggiungimento di un certo grado di benessere sociale «… ha portato un notevole aumento e arricchimento di nuovi stimoli evolutivi con la conseguenza di una precoce evoluzione dell’infanzia, ma ha anche determinato una modalità di vita infantile più frenetica e spesso caotica per le problematiche connesse al ritmo di vita del nucleo familiare.» (R. C. Russo)
È pensabile, quindi, ad una «perdita di una pluralità relazionale (…), in cui il bambino è sempre affannosamente seguito, ma il ritmo delle relazioni è alterato e poi spezzato.» (M. Zappella, 1986)
Come si modifica il bambino “attuale” in rapporto alle veloci modifiche sociali, “alle variegate miscele di usi e costumi appartenenti a società diverse” e alla “forzata” spinta all’uso delle nuove tecnologie?
«In particolare in questi ultimi dieci anni e con crescita iperbolica, l’infanzia (specie dai sei anni in avanti) è stata conquistata dalla realtà virtuale: i videogiochi, internet e i cellulari per comunicare verbalmente o più frequentemente tramite i messaggini. (…) i bambini e ragazzi comunicano molto, ma a distanza, perdendo il valore della comunicazione e discussione diretta arricchita dalla comunicazione non verbale. In alcuni bambini con disturbi relazionali i videogiochi o alcuni film (tipo Harry Potter) possono favorire un ritiro dalla realtà concreta e un rifugio nella virtuale.» (R. C. Russo)
Quali spazi “restano” all’esperienza creativa, all’immaginazione, alla fantasia narrativa, all’emozione del corpo che si muove e si trasforma in una dialettica col mondo circostante?
«Con i videogiochi l’individuo è in una lotta infinita di competitività con gli amici o con sé stesso per un punteggio sempre migliore, permanendo in una ricerca delle abilità, ma deprivato dalle potenzialità creative in queste attività.» (R. C. Russo)
«Il dilagare post-umano delle nuove tecnologie e l’enfasi libertaria che sovente l’accompagna rischia di rendere i computer strumenti che amplificano le possibilità della conoscenza nella tentazione di fare a meno della parola, del passaggio obbligato attraverso la lingua e la sublimazione. Il rischio è quello di rendere lo schermo del proprio pc o il Pad uno specchio vuoto che, anziché aprire mondi, li richiude in un’autoreferenzialità mortifera. (…), la parola smarrisce ogni peso simbolico e viene sopraffatta da una cultura delle immagini, che tende a favorire un’acquisizione passiva e senza sforzo. (…) La tendenza al ritiro dai legami sociali rafforza un rapporto simbiotico con l’oggetto tecnologico e con la connessione perpetua alla rete.» (M. Recalcati)
Con “l’occhio e lo sguardo” sostenuti dai principi filosofici, psicologici, pedagogici della “PPA”, questo Seminario si pone come luogotempo di indagine riflessiva e di interrogazione, per tutti i professionisti dell’educazione, riguardo il processo evolutivo del Bambino di Oggi alle prese con il fascino inconfutabile della pluralità dei nuovi e incalzanti stimoli, i quali, se da un lato, trovano «un terreno favorevole nella disponibilità organizzativa e funzionale del sistema nervoso del bambino che possiede grande desiderio di novità, rapida evoluzione degli interessi, notevole sviluppo delle competenze» (R. C. Russo), dall’altro lato, portano alla luce effetti di rischio di uno scompenso evolutivo.
«Oggi il pericolo non è più concepire l’educazione come il calco autoritario della tradizione, ma quello di assimilarla all’esaltazione del principio di prestazione che trasforma la vita in una gara perpetua.» (M. Recalcati)
Sonia M. Compostella
Bibliografia
  • B. Aucouturier, Il Metodo, Milano, Franco Angeli, 2005.
  • W. Fornasa, R. Medeghini, Abilità differenti, Milano, Franco Angeli, 2003.
  • A. Zatti, Il sentimento motorio, Milano, Franco Angeli, 2013.
  • I. Spano, Infanzia oggi – Alla ricerca di un mondo perduto, Padova, Sapere, 2000.
  • R. C. Russo, intervento al Convegno C.A.I.P., 2007.
  • M. Recalcati, L’ora di lezione, Torino, Einaudi, 2015.
Temi del seminario
  1. Il Bambino di Oggi e l’evoluzione della società;
  2. l’invasione dei video-giochi e l’oblio del corpo:
    • l’insicurezza affettiva, la dipendenza ed il rifugio del bambino nei videogiochi e nel virtuale;
    • l’oblio del corpo, dell’emozione, dei fantasmi, cioè di tutto ciò che costituisce lo sviluppo armonioso del bambino;
  3. perché parlare dell’insicurezza affettiva del bambino?
  4. I limiti dell’ambiente e dei genitori nel partecipare al processo di rassicurazione del bambino;
  5. che cosa è la prevenzione educativa?
  6. La pedagogia: formazione del pensiero critico.
Partecipanti

Il Seminario si rivolge a puericultrici, educatrici di asilo nido, insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, educatori professionali, psicologi e quanti operano in contesti educativi con bambini da 0 a 6/7 anni di età.

Tempi del seminario
Il Seminario si terrà presso l’Auditorium “R. Diemoz” in via delle Risorgive a Porcia (PN), nei giorni 7 e 8 novembre 2015 con i seguenti orari:
  • Sabato 7 novembre 2015 ore 09.00-13.00 e ore 14.30-18.30;
  • domenica 8 novembre 2015 ore 09.00-13.00.
Modalità di iscrizione
Per iscriversi al seminario è possibile inviare un sms al numero 320/6332169 oppure inviare un’email all’indirizzo arfapbassano@gmail.com con i propri dati.
Termine per effettuare l’iscrizione sabato 17 ottobre 2015 (e comunque fino ad esaurimento posti disponibili).
Quota di partecipazione
  • non soci (con rilascio di fattura): € 120,00;
  • soci ARFAP già in regola con la quota associativa 2015: € 100,00.
Attestato di partecipazione

Alla fine del seminario verrà consegnato un Attestato di partecipazione, indicante i giorni e le ore di effettiva presenza.

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Luogo

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Via Vaccari, 3
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Telefono:
320 633 21 69
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