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«Il quadro dell’Aiuto psicomotorio terapeutico»

10 settembre 2016 - 11 settembre 2016

Relatore: Prof. Bernard Aucouturier
Traduzione e collaborazione di Sonia Compostella, psicomotricista e Formatore E.I.A. (Ecole Internationale Aucouturier)
Bassano del Grappa (VI), 10 e 11 settembre 2016
Con 13,1 crediti ECM (evento 8432) assegnati per le professioni sanitarie: Neuropsichiatra infantile, Pediatra, Pediatra di libera scelta, Psicologo, Psicoterapeuta, Fisioterapista, Educatore professionale, Infermiere, Infermiere pediatrico, Logopedista, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Terapista occupazionale.
Richiesta di accreditamento per Assistenti sociali in fase di valutazione.
 
Premessa
Che cosa è un seminario? Che cosa offre e propone un seminario?
Potrei dire che un seminario non è il luogo-tempo in cui semplicemente – come la pizza da asporto – si prende e si porta via. E’ un luogo-tempo di possibili riscontri del proprio operare professionale, un contesto di ricerca, di ri-formulazione di conoscenze, e ancor più è un contesto tramite il quale lo psicomotricista-specialista in PPA ogni volta, ha la possibilità di rinnovare pensieri (o meglio la coscienza) di un ruolo che tiene nel proprio ambito operativo. La comunicazione verbale del relatore costruisce un tempo-spazio in cui le parole hanno la dimensione della concretezza, esprimono la «materialità» di quello che esiste e di ciò che accade o può accadere nella sala di pratica psicomotoria nella relazione di aiuto tra lo psicomotricista ed il bambino.
Che cosa offre e propone un seminario? La continuità della formazione dell’operatore specialista in PPA, intesa come percorso di trasformazione intellettuale, ma anche come ulteriore strumento per l’acquisizione della propria consapevolezza psichica. Nell’aiuto psicomotorio terapeutico, lo psicomotricista è di fronte alla sofferenza (a vari livelli ed intensità) dei singoli bambini, occorre che egli sia in possesso (o che acquisisca gradualmente) dell’intuizione, della leggerezza, dell’empatia, e… della capacità di stare «con un piede dentro ed uno fuori» per non perdersi nella storia, nel mondo relazionale frammentato che ogni bambino porta. In altre parole, significa che lo psicomotricista-specialista in PPA deve divenire capace – a partire dall’ «hic et nunc» del bambino – di aprire una finestra sul mondo di quella particolare sofferenza, «che ne respiri l’aria», per comprendere quello che sta avvenendo, per cogliere le immagini, i paradossi, gli enigmi che il bambino pone, senza restare intrappolato perché ci si è «avvicinati troppo». Per aiutare l’altro, bisogna allenarsi ed addestrarsi a stare dentro la relazione col bambino e fuori nella relazione con se stessi e con il mondo.
«restare nel senso della ricerca e della curiosità per la vita,
piuttosto che rimanere prigionieri delle ferite e della morte»
Ogni psicomotricista-specialista in PPA dà un’impronta personale, unica e irripetibile, alla sua modalità di intervento, una personalizzazione della tecnicità appresa, «ognuno ha una propria modalità di servirsene nel tempo e nella forma ritenuti più adeguati. E’ ovvio che occorre una conoscenza di questa per poterla usare» (C. Losi, 1987). Ma che cosa è che lo caratterizza, lo specifica e lo identifica, oltre la metodologia utilizzata?
L’elemento operativo importante è la capacità di gestire il dispositivo o setting terapeutico, quale «contesto di ambiente, di regole e di affettività» (C. Losi, 1987) in cui avviene la relazione di aiuto terapeutico, che a sua volta è caratterizzato da:
  • la coscienza di un ruolo;
  • l’applicazione di una metodica d’intervento.
La coscienza di un ruolo è data dal sapere che si è in quella situazione, attraverso la consapevolezza delle proprie capacità e disponibilità e, inoltre, dal conoscere cosa si è chiamati a fare. La percezione del proprio ruolo viene ad assumere una sua peculiare caratterizzazione in base alle specifiche richieste di aiuto che l’altra persona esprime. (…) L’imperativo di ruolo è produrre una operatività volta ad aiutare l’altro.» (C. Losi, 1987)
Bernard Aucouturier afferma: «Lo psicomotricista è là per il bambino e non con il bambino».
Essere là per lui, significa porsi in un atteggiamento «che consiste nell’approccio critico/problemico alle proprie convinzioni (…) attraverso l’acquisizione di una capacità di movimento, piuttosto che attraverso il superamento del disturbo percepito» (C. Losi, 1987). Significa ri-cercare, porre a servizio del bambino «mezzi» che inneschino un «moto trasformativo», una nuova (perché troppo poco provata o conosciuta) «caccia al piacere» (B. Aucouturier). L’agire dello psicomotricista-specialista in PPA ha «come obiettivo un movimento di ricerca piuttosto che un traguardo fisso, è una capacità il cui sviluppo è appunto compito di una formazione di base. Riuscire a problematizzare è garanzia contro l’immobilismo, il precludersi possibilità, il fermarsi.» (C. Losi,1987). Sonia Compostella
Partecipanti

Il Seminario si rivolge a psicomotricisti, neuro e psicomotricisti dell’età evolutiva, terapisti della riabilitazione, terapisti occupazionali, educatori professionali, insegnanti di sostegno, psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili, terapisti della riabilitazione psichiatrica, logopedisti, pediatri, infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sociali.

Modalità

Il seminario intende essere interattivo con:

  • presentazione di situazioni di bambini in difficoltà;
  • brevi tempi di lavoro a piccolo gruppo per preparare osservazioni e domande da porre al relatore;
  • rielaborazione e teorizzazione.
Programma
Il quadro dell’Aiuto Psicomotorio Terapeutico
  • La domanda di aiuto per il bambino;
  • l’analisi della domanda;
  • gli incontri con la famiglia;
  • l’osservazione interattiva;
  • la durata dell’aiuto;
  • il termine di una terapia;
  • lo psicomotricista enuncia e rende chiaro il suo orientamento.
I principi dell’Aiuto Psicomotorio Terapeutico
  • L’origine e le conseguenze dell’alterazione psicomotoria;
  • l’attitudine dello psicomotricista nell’aiuto;
  • Aiuto individuale o aiuto in gruppo?
La formazione all’Aiuto Psicomotorio Terapeutico
  • Modulo o area della formazione dello psicomotricista dell’Aiuto Psicomotorio Terapeutico.
Gli interventi saranno supportati da documenti video.
Sede di lavoro e orari di lavoro
Il Seminario si terrà presso la sala convegni dell’Hotel Palladio in via Gramsci 2/4 a Bassano del Grappa (VI) nei giorni 10 e 11 settembre 2016 con i seguenti orari:
  • Sabato 10/09/2016 ore 09.00-13.00 e ore 14.00-18.00;
  • Domenica 11/09/2016 ore 09.00-13.00.
N.B.: per il perfezionamento dell’iscrizione ed il pagamento della quota la Segreteria sarà a disposizione dalle ore 8.00 alle ore 9.00 in modo da consentire un puntuale inizio del seminario.
Modalità di iscrizione
Il seminario è a numero chiuso (max 50 partecipanti – iscrizioni accolte secondo l’ordine di arrivo).
Per iscriversi al seminario è possibile inviare un sms al numero 320/6332169 oppure inviare un’email all’indirizzo arfapbassano@gmail.com con i propri dati.
Termine per effettuare l’iscrizione giovedì primo settembre 2016 (e comunque fino ad esaurimento posti disponibili).
Quota di partecipazione
  • non soci: € 130,00;
  • soci ARFAP già in regola con la quota associativa 2016: € 100,00.
N.B.: ricevuta conferma dell’iscrizione dalla segreteria, in caso di mancata partecipazione sarà richiesto il pagamento della metà della quota.
Attestato di partecipazione
Alla fine del seminario verrà consegnato un Attestato di partecipazione.
Ai partecipanti che facciano richiesta dei crediti ECM verrà consegnata la relativa certificazione.
L’Arfap, con decreto del 29 dicembre 2004, è stata inclusa dal Ministero dell’Istruzione nell’elenco definitivo dei soggetti accreditati per la formazione del personale della scuola (D.M. 177/2000).

Luogo

Arfap Bassano
Via Vaccari, 3
Bassano del Grappa, Vicenza 36061 Italia
Telefono:
320 633 21 69
Sito web:
www.arfapbassano.it

Organizzatore

Arfap Bassano
Telefono:
320 633 21 69
Email:
arfapbassano@gmail.com
Sito web:
www.arfapbassano.it