Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

  • Questo evento è passato.

Pensare la Formazione Continua dello psicomotricista-specialista in PPA

1 novembre 2015

«La formazione permanente non consiste in un periodico riciclaggio (…). Si ritiene una scelta indispensabile che scaturisce dalla consapevolezza che ogni tipo di formazione ed ogni esperienza non esauriscono la conoscenza della realtà in cui si opera, per cui è necessaria una riflessione critica costante ed un approfondimento conoscitivo, non solo personale ma di gruppo.»
C. Brutti
La conclusione di un Percorso Formativo triennale alla Pratica Psicomotoria Aucouturier, dà “statuto” ad applicare, esercitare, svolgere, sviluppare, ciò per cui e a cui la persona si è “formata”: la Pratica Psicomotoria ai due livelli – il livello della Pratica Psicomotoria educativa e preventiva ed il livello della pratica di Aiuto Psicomotorio terapeutico a gruppo ristretto ed individuale – costruendo progressivamente l’ambito della propria attività lavorativa (sia nel pubblico che nel privato).
La progressiva costruzione della propria attività lavorativa dà “forma” all’esperienza professionale rivelando all’esterno circostante il “senso del ruolo” che il professionista desidera ed intende affermare e che lo porta a riflettere sulle diverse questioni da affrontare.
Tuttavia la messa in atto del proprio lavoro porta ad interrogarsi in ordine al «rapporto tra lavoro ed esperienza morale; (…) quale rapporto vi è tra la sfera pratica del lavoro e dell’economia e la sfera valoriale che caratterizza la tematica etica, e dunque anche l’etica professionale?» (D. Loro)
Credo che una tale riflessione possa essere ritenuta coerente, appropriata e significativa per lo psicomotricista-specialista in PPA proprio in relazione al soggetto-persona a cui offre e rivolge la propria azione, che lo coinvolge non solo come professionista di una specifica pratica ma come adulto nella sua dimensione valoriale dell’esistere umano.
Tale “pensar pensieri” a cui si accompagnano altri pensieri incentrati più sul versante operativo, pedagogico, metodologico della Pratica Psicomotoria Aucouturier, ha condotto l’ARFAP a formulare una proposta relativa alla realizzazione di un “luogotempo” per dare continuità alla formazione intrapresa, approfondendone le implicazioni. «(…) la formazione dovrebbe apparire come qualcosa di mai pienamente “compiuto”, anche nel caso di una concezione molto tecnicistica e poco umanistica della formazione.» (D. Loro)
Uno specifico “contenitore” a cui far “approdare” le esperienze che ogni psicomotricista-specialista in PPA svolge e sviluppa nei personali contesti operativi; un luogotempo in cui l’assenza di giudizio da parte di chi ascolta e riceve (formatore, docente, gruppo) permette di portare allo scoperto le “risposte” che ognuno ap-prende a dare ai destinatari della propria azione.
In altre parole, un luogotempo in cui ogni psicomotricista-specialista in PPA possa mettere in luce ed essere aiutato ad analizzare, riflettere, approfondire “la cura” della qualità del proprio inter-agire col soggettopersona (bambino), riconoscendo il senso ed il valore della responsabilità nei confronti di se stesso e dell’altro.
Destinatari
Le persone che hanno concluso il percorso triennale di formazione alla PPA e svolgono già o sono in procinto di svolgere la Pratica in contesti pubblici e privati. In particolare coloro che svolgono la Pratica psicomotoria educativo-preventiva a gruppo ristretto e la pratica di Aiuto psicomotorio terapeutico a gruppo ristretto ed individuale.
Gli incontri avranno svolgimento solo al raggiungimento di un minimo 15 partecipanti, max. 21 partecipanti.
Sede

Gli incontri seminariali di otto ore ciascuno (h. 8), avranno luogo presso la sede operativa dell’ARFAP a Bassano del Grappa (VI) in via Vaccari n. 3.

Periodo

A partire dal mese di novembre 2015, gli incontri seminariali – in n° di 5 – si svolgeranno circa ogni mese e mezzo, quindi indicativamente da novembre 2015 a giugno 2016.

Metodologia di lavoro e contenuti
  • Dare spazio alle particolari esperienze (progetto psicomotorio, seduta, colloquio con la famiglia, con gli specialisti, con gli insegnanti) portate da ogni singolo partecipante, per andare alla ricerca dei fondamenti teoretici. Ogni documento (cartaceo o video) sarà poi argomentato in un lavoro a piccoli gruppi, costruendo poi nel gruppo allargato la mappa delle risposte riflettute, discusse e teorizzate.
  • Dare spazio alla supervisione, o meglio dire, all’intervisione delle sedute che ciascun partecipante porterà al gruppo. Il lavoro ha il fine di sollecitare la riflessione sui punti cardine di ogni seduta: la qualità del dispositivo spazio-temporale-materiale; il sistema di atteggiamenti dello psicomotricista; le posture, il modo dello psicomotricista di muoversi nello spazio e di interagire col materiale e con il bambino; le strategie utilizzate: il perché ed il come; ritrovare nella seduta gli indicatori della risonanza tonico-emozionale tra psicomotricista e bambino.
  • Dare spazio alla ricerca-analisi dei caratteri dell’espressività motoria dei bambini nel gruppo ristretto e/o del singolo bambino.
  • Dare spazio alla ricerca-individuazione dei caratteri dell’azione del bambino, dei caratteri del gioco e delle tematiche in esso implicite.
  • Dare spazio all’approfondimento di aspetti relativi la teoria della PPA, emergenti dall’esperienza pratica di quanto avviene nella dinamica della seduta.

Di conseguenza, di volta in volta, saranno ripresi e trattati dei particolari temi:

  • Lo sviluppo ed il processo di maturazione psicologica del bambino: le angosce arcaiche; i processi di rassicurazione, simbolizzazione, decentrazione.
  • Le alterazioni psicomotorie: il disfunzionamento dei processi di rassicurazione, simbolizzazione, decentrazione.
  • I caratteri specifici dell’Aiuto psicomotorio terapeutico a gruppo ristretto ed individuale.
  • Il sistema di atteggiamenti dello psicomotricista: le strategie, la qualità della relazione e dell’interazione.
  • I punti che ben definiscono un progetto di aiuto psicomotorio: tempi, modi, mezzi.
Docenti e Formatrici
Formatrici dell’équipe ARFAP: dott.ssa Gabriella Andreatta, dott.ssa Lorella Moratto, prof.ssa Sonia Compostella.
Durante i 5 incontri sono previsti 2 incontri (di 4 ore ciascuno) con il dott. Mauro Polacco (psichiatra, neuropsichiatra infantile).
Iscrizioni
Per iscriversi è possibile inviare un sms al numero 320/6332169 oppure inviare un’email all’indirizzo arfapbassano@gmail.com con i propri dati.
Termine per effettuare l’iscrizione venerdì 31 luglio 2015 (e comunque fino ad esaurimento dei posti disponibili).
Quota di partecipazione
  • non soci: € 500,00;
  • soci ARFAP già in regola con la quota associativa 2015: € 450,00.
Attestato di partecipazione
Alla fine dello stage verrà consegnato un Attestato di partecipazione.
L’ARFAP, con decreto del 29.12.2004, è stata inclusa dal Ministero dell’Istruzione nell’elenco definitivo dei soggetti accreditati per la formazione del personale della scuola (D.M. 177/2000).

ARCHIVIO EVENTI

Luogo

Arfap Bassano
Via Vaccari, 3
Bassano del Grappa, Vicenza 36061 Italia
Telefono:
320 633 21 69
Sito web:
www.arfapbassano.it

Organizzatore

Arfap Bassano
Telefono:
320 633 21 69
Email:
arfapbassano@gmail.com
Sito web:
www.arfapbassano.it