Maturazione e sviluppo dell`immagine di se`, dell`immagine cinestesica e sue alterazioni
AUTORE: Sonia Compostella
"Ogni passo avanti nella crescita e nella maturazione comporta non solo nuove acquisizioni, ma anche nuovi problemi" ANNA FREUD
Cogliere la "potenzialità eversiva" di cambiamento e di trasformazione del bambino, potrebbe essere l`obiettivo primo di ogni operatore che attua la pratica psicomotoria.
Sentire in sé il sentimento di disponibilità a trasformarsi per diventare specchio della trasformazione esterna ed interna del bambino, "luogo/oggetto" di rispecchiamento reciproco che gli permette di "contare su controprove percettive ed emozionali rassicurantì" (B. Gol se), ripetendo la pro pria trasformazione del mondo esterno e di sé" sotto lo sguar do di piacere dell`altro, per memorizzare e per averne del le rappresentazioni" (B. Aucouturier).
Poiché, come afferma B. Aucouturier, Azione - Trasformazione - Rappresentazione, costituiscono il motore della maturazione psicologica del bambino, l`Altro (ambiente, madre, educatore, psicomotricista) potrà diventare facilitatore di tale "operazione" ponendosi come" oggetto trasformativo" così come sottolinea C. Bollas.
L`autore precisa che l`"oggetto trasformativo" è "(...) un oggetto che, in termini di esperienza, il bambino identifica con il processo dell`alterazione dell`esperienza di sé; un`identificazione che emerge da una relazione simbiotica in cui il primo oggetto è "conosciuto" non con il prenderne cognizione attraverso una rappresentazione oggettuale, ma è conosciuto come una ricorrente esperienza dell`essere un genere di conoscenza esistenziale, in contrasto con quella rappresentativa" (C. Bollas, da Neurospichiatria Infantile, 1980, n° 232-233, p. 1062).
Gli eventi della maturazione psicologica del bambino sono, in effetti, i contenuti della Pratica Psicomotoria di B. Aucouturier e lo psicomotricista, in quanto educatore, terapista, ricercatore, lì affronta attraverso una "comprensione psicomotoria" la quale non ha sede solo nella "mente" (le conoscenze, il sapere, la tecnica) ma, prendo a prestito le parole di altri, dovrebbe "divenire un evento mentale emotivo comunicabile e trasformativo" (Roberto Tagliacozzo, nella Presentazione al testo di D. Anzieu" L`lo-Pelle").
Ora, al fine di contestualizzare il titolo dato alla mia relazione, devo dire che l`obiettivo della stessa non è tanto quello di descrivere i momenti dello svìluppo, quanto piuttosto tentare di individuarne la loro dinamica e la modalità in cui possono articolarsi tra loro. Cercare di "guardare" il processo della maturazione come "intreccio" persistente dei dati biologici del soggetto e dell`elaborazione degli scambi affettivi con l`ambiente circostante che si prende cura di lui.
F. Dolto, nel definire la natura dell`immagine del corpo, differenziandola dallo schema corporeo (simile per tutti i soggetti della stessa età), afferma: "La sola esperienza sensoriale (corpo a corpo) senza mediatore umano, informa solo Io schema corporeo, senza strutturare l`immagine del corpo (...)" così è il tessuto delle relazioni con l`altro che sostiene la spinta dinamica o, viceversa, il vuoto, l`inadeguatezza della relazione che darà origine a stati di blocco, di disarmonia, di disfunzione del processo maturativo.
"Un`immagine, è noto, non è solo visiva. Secondo la felice definizione di F. Durand essa è "la matta di casa". In termini psicodinamici un`immagine è la rappresentazione dei vissuti a cui hanno partecipato vari e differenziati livelli di sensibilità lungo gli assi kinestesico e cinestesico; ciò significa che tutti i canali della sensibìlìtà contribuiscono a formare le immagini, quelle immagini che nel gioco infantile e nel gioco sistemico compariranno come una messa in scena, una rappresentazione cinematica e posturale." (S. Secco in "Il ventre vegetariano e l`abisso", atti dei seminari G.I.T.l.M., p. 21)
L`integrazione psiche-soma, mente-corpo, "dipende dal seno materno, in continuità fantasmatica dalla gravidanza a tutte le fasi successive. La madre ha il compito del processo maturativo, consente il passaggio dal biologico al mentale" (I. Zanetti - G. Soldera, p. 11).
Nell`attuazione di questo compito, a cui tutta la "competenza" del bambino partecipa, è necessario che la madre funzioni ad un livello profondo con il proprio bambino, si accordi con lui, tramite il proprio immaginario in relazione dialettica e feconda con il mondo reale, cioè mantenendo la "propria unità" (B. Aucouturier). L`esperienza dialogica e comunicativa che evolve e si modella a partire dalle sensazioni fisiche e dal tono dato dalle emozioni materne, disteso o teso - rilassato o contratto, a cui il bambino risponde con un suo tono corporeo, origina l`immaginario del bambino quale "spazio" psichico delle rappresentazioni corporee.
"E` nell`insieme delle sensazioni tattili-auditive-visive piacevoli che si concludono in un benessere fisico e psichico e in una cenestesia gratificante che si ha una prima esperienza piacevole di sé. Le cenestesie spiacevoli, al contrario, sono il nucleo, dice Rigo, attorno a cui si coaugulano le formazioni fantasmatiche successive. I primi disturbi sono disturbi di dialogo, di cui esiste una memoria corporea che può anche agire persecutoriamente". (I. Zanetti e G. Soldera, in "La difficoltà a crescere: quando l`immaginario è in trappola", Atti dei seminari G.l.T.I.M., p. 97).
In questo gioco delle parti, che all`origine costituiscono "un tutto", non c`è solo un dipendere, del bambino, dall`ambiente per il soddisfacimento dei bisogni vitali, ma c`è anche un`immersione nella madre, da cui egli progressivamente "emergerà" come "Sé separato" (M. Maiher) tenendo tuttavia in sé l`Altro (uno a due - B. Aucouturier).
La funzione maternante che la madre-ambiente procura nell`insieme delle cure, dei contatti, del dialogo tonico-corporeo, con il bambino stabilisce lo "spazio del processo di unificazione", costruisce sul piano tonico e psichico una sorta di nuovo "involucro" che progressivamente gli permetterà di "tenersi tutto" e parallelamente di costruire un pensiero di Sé -Tutto come Unità di Piacere.
Sonia Compostella - maggio 2002
CENNI BIBLIOGRAFICI
- B. Aucouturier, I. Darrault, J. L. Empinet "LA PRATICA PSICOMOTORIA - Rieducazione e terapia" Ed. Armando
- D. Anzieu "L`io pelle" Ed. Borla
- C. Bollas "Neuropsichiatria infantile"
- C. Bollas "L`ombra dell`oggetto Psicanalisi del conosciuto non pensato" Ed. Borla
- F. Dolto "L`immagine inconscia del corpo" Red edizioni
- S. Secco "Il ventre vegetariano e l`abisso" atti dei seminari G.I.T.I.M.
- I. Zanetti e G. Soldera "La difficoltà a crescere" " atti dei seminari G.I.T.I.M.
da Staff